Scopi dell'Associazione

Creare e maturare una coscienza ambientale ed ecologica attraverso la consapevolezza che le scelte e le azioni individuali nonché collettive comportano conseguenze sul nostro e altrui futuro.
Diffondere una cultura di pace e aperta alla mondialità.
Promuovere una cultura della solidarietà basata sul principio della centralità della natura e della vita in ogni sua espressione e sul loro primato rispetto alle regole e agli schemi economici.
Valorizzare il concetto di “sostenibilità”, “sobrietà” e “sufficienza”.
Promuovere l’informazione e la sensibilizzazione su beni comuni, consumo critico, energie rinnovabili, biodiversità e temi correlati.
Favorire la partecipazione dei cittadini intorno ai problemi della collettività, sia a livello locale che globale, per affermare una nuova società e una nuova economia che si basi sulla qualità della vita, sulla ricostituzione delle risorse e sui limiti dello sviluppo, a partire anche da quei processi elementari connessi all’uso e al consumo delle merci.
Sviluppare forme di aiuto e solidarietà tra gli associati.
Aumentare la conoscenza e la valorizzazione del territorio sia in chiave ambientale e paesaggistica sia in chiave sociale.
L’Associazione opera prevalentemente nel territorio del Comune di Mezzane di Sotto (Verona)

e-mail: abc.mezzane@gmail.com

martedì 2 marzo 2010

da "L'Arena" del 27 febbraio 2010

Colognola ai Colli, Illasi e Selva di Progno contrari alla privatizzazione dell'acqua. Il contributo di Luca Cecchi.

Leggi l'articolo

Inaugurazione della Facoltà dell’Acqua 2010 a Sezano


Il 4 marzo si aprirà il nuovo anno della Facoltà dell'Acqua, presso il Monastero di Sezano, con un incontro aperto a tutta la cittadinanza sul tema "Acqua e democrazia partecipativa. Come promuovere un governo dell'acqua bene comune contrastando la mercificazione dell'acqua e i processi di privatizzazione".
Le attività della Facoltà sono finalizzate alla promozione di una nuova cultura della società civile fondata sull'accesso all'acqua come diritto ed alla salvaguardia del medesimo come "bene comune" grazie all'acquisizione di "saperi" multidisciplinari a partire da esperienze concrete di gestione.

mercoledì 21 ottobre 2009

AAA ACQUA VENDESI

Come potete leggere nel documento sotto riportato, la campagna nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua sta entrando in una nuova fase calda, anzi caldissima. E' necessario attivare tutte le azioni locali possibili nei confronti della nostra amministrazione, affinchè prenda una posizione netta contro l'art 15 della legge 133 (quella che stabilisce la privatizzazione di TUTTI I SERVIZI PUBBLICI COMPRESA L'ACQUA ). In tutta Italia il movimento per l'acqua pubblica propone di inserire nello statuto comunale che l'acqua NON E' UN BENE DI RILEVANZA ECONOMICA. Come Associazione organizzeremo un'assemblea pubblica il 13 novembre, dove inviteremo il Sindaco ad esprimere la propria posizione che ci auguriamo essere chiara e netta per il mantenimento del servizio PUBBLICO DELL'ACQUA.

Roma, 3-4 Ottobre 2009
Documento finale Assemblea Nazionale
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

UNA NUOVA STAGIONE DI LOTTA
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA !

domenica 12 luglio 2009

Che c'entra il GAS con la carità?

Articolo tratto da "Condividiamo", pubblicazione a-periodica
dell'unità pastorale Mezzane - Moruri - Castagnè
Le Famiglie si incontrano per gesti concreti di solidarietà nella quotidianità
di Angelo e Giulia Cardinetti

Un fornitore di olio è stato cambiato dai GAS che si rifornivano da lui perché pagava i suoi lavoratori in nero.
Un gruppo di aziende destinate alla chiusura, con cotone biologico proveniente dal Brasile e dall'India attraverso la rete Fair (commercio equo e solidale), riesce a vivere vendendo biancheria intima ai GAS.
Un calzolaio, che se dovesse stare sul mercato convenzionale avrebbe già cambiato lavoro, fornisce ai Gas vicini calzature realizzate con cuoi trattati con concia vegetale.
Un caseificio (formaggi biologici) era a un passo dal fallimento: in due mesi la rete dei GAS gli ha fatto pervenire ordini per 80.000€.

Appello al Presidente Obama in occasione del G8

Vertice G8 a L’Aquila
Lettera Aperta al Presidente degli Stati Uniti Mr. Obama

Premi Nobel e Premi Oscar italiani a sostegno della lettera-appello sull’acqua promossa dal Contratto Mondiale sull’acqua
Milano, 7 luglio 2009 – “Nei prossimi decenni, se la comunità internazionale e la politica continueranno a rifiutare il riconoscimento del diritto all’acqua e a delegare al mercato azionario il governo delle risorse idriche del pianeta Terra, si assisterà a catastrofi dalle conseguenze imprevedibili, come ha già dichiarato l’ONU nel 2006.
Questa denuncia è contenuta nell’appello promosso dal Comitato italiano per un Contratto mondiale per l’acqua - Onlus, fatto pervenire al presidente Obama in occasione del G8 de L’Aquila, sottoscritto da alcuni Premi Nobel e Oscar e da centinaia di artisti, giornalisti, docenti, ricercatori, professionisti e associazioni italiane.
www.contrattoacqua.it – e-mail: segreteria@contrattoacqua.it

lunedì 6 luglio 2009

Roma, 27 Giugno 2009
Report Assemblea Nazionale dei Comitati Territoriali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Presenti alla riunione: Comitato Acqua Bene comune Prato, Comitato Acqua Pubblica Torino, Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica Frosinone, Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua, Comitato Acqua Pubblica Nola, Comitato Acqua Mugello, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, Ingegneria Senza Frontiere Bari, Associazione Michele Mancino, Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, Confederazione Cobas, Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, Associazione Liblab, Meetup Il Grillaio, Fp Cgil Sardegna, Cobas Pisa, Attac Italia, Fp Cgil, Comitato locale Piancastagnaio (SI), Rete Lilliput Caserta, Forum Regionale dei Movimenti per l'Acqua Sicilia, Associazione Yaku, L.O.A. Acrobax, Attac Perugia, Comitato Umbro Acqua Pubblica, Forum Bergamasco dei Movimenti per l'Acqua, CSOA Cartella (RC), Comitato per la tutela degli utenti acque pubbliche San Sepolcro (AR), Geologia Senza Frontiere e diverse persone a titolo individuale.

Dopo centinaia di proiezioni in tutta Italia, dopo riconoscimenti e premi di prestigio nazionale e internazionale (SalinaDocFest, David di Donatello, Arcipelago Film Festival, Per il Cinema Italiano, BellariaFilmFestival e molti atri), finalmente in onda sulla RAI.

COME UN UOMO SULLA TERRA
di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene
prodotto da Asinitas Onlus e ZaLab (52’ – 2008)
Per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa.

GIOVEDI’ 9 LUGLIO 2009
ore 23.40 – RAI 3 (trasmissione DOC 3)
Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Da maggio di quest’anno la marina italiana respinge i migranti in Libia. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non saperlo?

COME UN UOMO SULLA TERRA
il film contro i respingimenti in Libia
info: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/

Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi. “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. Il documentario si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus, centri di educazione e cura con i migranti (www.asinitas.net) sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab (www.zalab.org), gruppo di autori video specializzati in video partecipativo e documentario sociale

In onda su RAI 3 il 9 luglio 2009 alle 23.40
L'Universita del Bene Comune, facoltà dell'Acqua, organizza una sessione di approfondimento aperta a tutti con il seguente programma:

UNIVERSITÀ DEL BENE COMUNE in collaborazione con COMUNITA' DEGLI STIMMATINI
Facoltà dell’acqua e della Mondialità - Monastero di Sezano (Verona)

Anno Accademico 2009

La narrazione dell’acqua come diritto umano universale e bene comune. Politiche e strategie educative

Venerdì 10 Luglio
Ore 20,45 Proiezione filmato “Home”

Sabato 11 Luglio
Ore 9,00 Arrivo
Ore 9.15 L’educazione all’acqua nell’ambito della educazione alla sostenibilità
(Riccardo Petrella)
Ore 10.15 Commenti e quesiti
Ore 10.45 Pausa
Ore 11.00 Le campagne e le esperienze europee dell’educazione all’acqua (Rosario Lembo - UBC e CICMA)
Ore 12.00 Commenti e quesiti
Ore 13.00 Pausa pranzo
Ore 14,30 Esperienze di percorsi didattici e di cittadinanza Campagna Acqua Bene Comune in Italia per gli studenti (Paolo Rizzi - Comitato territoriale CICMA Novarese)
Ore 16.00 Pausa
Ore 16.15 Esperienze di percorsi didattici e di cittadinanza della Campagna Acqua Bene Comune in Italia e in Europa (Raffaella Cavallo - CEVI – responsabile progetto WATER)
Ore 17.30 Commenti e quesiti
Ore 18.30 Termine lavori
Ore 19.30 Cena

Domenica 12 Luglio
Ore 9.00 I percorsi di educazione all’acqua al servizio dei diritti : acqua e pace, acqua e cittadinanza, acqua e sostenibilità (Riccardo Petrella - UBC)
Ore 10.45 Commenti e quesiti
Ore 11.20 Chiusura lavori
Ore 13.00 Pranzo


Maggiori informazioni sul sito http://www.universitadelbenecomune.org/

martedì 23 giugno 2009

da repubblica.it: "L'acqua fai da te - liscia, gassata o artificiale?"

È la rivincita dell'acqua del rubinetto. In molte mense scolastiche ricomparsa la caraffa. Mineracqua ammette: con la crisi abbiamo avuto l'1,7% di vendite in meno
MILANO - "Mille litri, un euro". Un sorriso sotto i baffi, i soliti capelli un po' ribelli e una caraffa in mano, Massimo Cacciari - primo cittadino di Venezia - si è messo in affari. Siamo in recessione, gli italiani (e i Comuni) hanno in tasca pochi soldi. E lui ha fiutato il business: vende acqua. "Acqua Veritas, l'acqua del sindaco - dice riempiendosi un bicchierone nella pubblicità finita persino sulle pagine del New York Times. Buona, sicura e controllata ogni giorno". Oro blu che parte da sorgenti vicine ai pozzi della concorrente San Benedetto (butta lì il quotidiano Usa) e sgorga nei rubinetti di tutte le case della laguna. Dopo una sbornia di minerale lunga quasi vent'anni, con i consumi di gasata e naturale cresciuti da 65 a 192 litri pro capite, l'Italia - Cacciari in testa - è tornata all'acqua fai-da-te. Basta bottiglie di plastica (smaltirle a Venezia costa quasi 250 euro a tonnellata).
Basta spese inutili. Il Belpaese ha rispolverato le brocche, scoperto le caraffe filtranti - "le vendite sono decollate", dicono alla Laica, numero uno del settore - ed è riapprodato all'autarchia idrica. Venezia - dove la campagna di Veritas (la municipalizzata locale) ha fatto aumentare del 4% il numero dei cittadini che bevono acqua di rubinetto - non è sola. L'Acea a Roma, l'Acquedotto Pugliese e quello lucano hanno "etichettato" il loro prodotto come fosse una "griffe" da ristorante due stelle Michelin. Presentando sui propri siti le analisi organolettiche e il contenuto in minerali garantito da migliaia (350mila nella capitale) controlli l'anno.
L'acqua naturale è riapparsa dopo un decennio sui tavoli delle mense scolastiche di Roma, Milano, Firenze e Bologna. Perugia, Abbiategrasso, Monterotondo, Cusano Milanino e tanti altri piccoli centri d'Italia hanno installato fontanelle pubbliche d'acqua gasata per placare la sete dei loro cittadini. A Torino e in Piemonte è partita la campagna Tvb. Non il melenso e abusato "ti voglio bene" da sms, ma "ti voglio bere", lo slogan che ha portato in centinaia di asili ed elementari della regione le borracce griffate e gli opuscoli che hanno accompagnato il ritorno della bevanda più vecchia del mondo a pranzo, evitando di riempire le discariche sabaude di 22 mila bottiglie di plastica al giorno. Economia ed ecologia, in effetti, in questo ritorno al passato della tavola nazionale, vanno a braccetto. "L'acqua del rubinetto costa 500 volte in meno della concorrente industriale - dice Luca Martinelli di Altraeconomia, autore della fortunatissima "Piccola guida al consumo critico dell'acqua". Ma come ha capito bene Cacciari garantisce anche un enorme risparmio ambientale". L'Italia produce 12,4 miliardi di bottiglie l'anno consumando 655 mila tonnellate di petrolio, scaricando in aria 910 mila tonnellate di CO2 e in pattumiera 200 mila tonnellate di polietilene, il cui smaltimento (solo un terzo viene riciclato) "è a carico di cittadini ed enti locali". Non solo. Otto litri di minerale su 10 percorrono in camion centinaia di chilometri per arrivare dalla sorgente agli scaffali dei supermercati e sui tavoli dei ristoranti. Bruciando ettolitri di gasolio. La qualità? "L'acqua del rubinetto non ha niente da invidiare a quella industriale - assicura Martinelli - . Ogni pozzo che garantisce da 100 a 10 mila litri, il fabbisogno di un piccolo capoluogo, è sottoposto a 70 controlli l'anno. Nelle grandi città le verifiche sono decine di migliaia. E una recente sentenza del Tar, ma non ce n'era bisogno, obbliga gli acquedotti pubblici alla trasparenza, pubblicando i risultati di tutti gli esami". I limiti di legge sono rigidi e valgono per tutti. E non a caso oltre 1.500 ristoranti nel Belpaese hanno aderito senza alcuna remora alla campagna "Imbrocchiamola" di Legambiente, offrendo esplicitamente in menù l'acqua del rubinetto. Liscia e gasata. A garantire le bolle d'anidride carbonica fai-da-te del terzo millennio non sono più Idriz e Frizzina - le magiche polverine degli anni '60 - ma i nuovi gasificatori, diabolici marchingegni che stanno iniziando a conquistare a ritmi vertiginosi le cucine degli italiani. "Noi abbiamo iniziato a proporli un anno fa - conferma Claudio Tagliapietra, direttore commerciale di Sodastream, uno dei leader sul mercato nazionale -. Ci eravamo posti un obiettivo di vendite che credevano molto ambizioso per il 2009 e l'abbiamo già raggiunto a maggio, viaggiando a 15 mila pezzi al mese". Merito di un mercato immaturo (in Svezia ci sono gasificatori nel 30% delle famiglie, da noi siamo a percentuali da prefisso telefonico) ma anche di una serie di accordi con le amministrazioni locali che si stanno tuffando nel business dell'acqua del sindaco. "A Venezia la Veritas vende a sconto i nostri modelli - conclude Tagliapietra - imputando a rate il costo in bolletta". L'industria della minerale, 321 marchi, 3,5 miliardi di giro d'affari e 8 mila addetti, ha accusato - com'era inevitabile - l'uno-due della crisi e del revival del rubinetto. "Le nostre vendite sono calate l'anno scorso (-1,7%) per la prima volta in dieci anni - ammette Ettore Fortuna, numero uno di Mineracqua, l'organizzazione di settore - anche perché la gente al supermercato privilegia le etichette meno care, snobbando quelle di fascia alta". La concorrenza degli acquedotti? "L'acqua di rubinetto e la nostra sono due cose completamente diverse - dice - : noi la recuperiamo in un giacimento sotterraneo profondo, protetto e incontaminato e la imbottigliamo alla fonte. Quella delle municipalizzate ha le provenienze più disparate. Torino la prende in parte dal Po, Firenze dall'Arno, poi la devono trattare, disinfettare e potabilizzare".
Uno studio (ancora non pubblicato) commissionato dall'industria e contestato da Legambiente, sostiene Fortuna, "conferma che da un rubinetto su quattro esce acqua con tracce batteriologiche e "contaminanti di origine antropica"". Tutti in valori ben sotto i limiti massimi previsti dalla legge, però. E nella maggior parte dei casi - dice Martinelli - per colpa della mancata manutenzione degli impianti condominiali: "Le municipalizzate garantiscono un'acqua pura fino al contatore, poi troppo spesso gli amministratori si dimenticano di trattare le cisterne e le autoclavi". La riscossa del rubinetto non è un fenomeno solo italiano. Michael Bloomberg, sindaco di New York (forte di un acquedotto che attinge a 13 riserve e 3 laghi cristallini), ha impostato buona parte della sua campagna elettorale vincente proprio sull'addio alle minerali (negli Usa se ne beve un po' meno che da noi, anche per la concorrenza delle micidiali bevande zuccherate). Anche se nella patria di Wall Street e del business sono riusciti a mettere in commercio un'etichetta, "Tap'd NY" che vende a 2 dollari a bottiglia l'acqua del rubinetto imbottigliata (e c'è gente che la compra!). Parigi, che aveva ceduto ai privati i suoi acquedotti, ha fatto marcia indietro pochi mesi fa. La gestione di Veolia e Suez - per il primo cittadino Bertrand Delanoe - aveva peggiorato la qualità idrica e fatto decollare i prezzi. E così il Comune ha ripreso il controllo del servizio. Tutto il mondo è paese, insomma. L'autarchia idrica, complice la recessione, dilaga. Dalla Tour Eiffel all'Empire State Building, dalle case scandinave alla provincia italiana. Ultimo caso: l'apertura poche settimane fa di un distributore di H20 (si chiama proprio così) sulla strada Regina, due passi dalla villa di George Clooney sul lago di Como. Eroga, gratis, acqua limpida e purissima, liscia o gasata. Tutta prodotta della municipalizzata locale. Quella del comune di Acquaseria. Più di così...